Lucrezia Etichetta Nera 2004 si svela sotto le stelle del Planetario di Roma
Una location mai scelta prima per una presentazione di questo tipo. Un cielo capace di riportare indietro nel tempo, fino alla notte in cui tutto ebbe inizio. Una Riserva attesa per oltre vent’anni e un’esperienza gastronomica firmata dallo chef stellato Gianfranco Pascucci. Al Planetario di Roma, Castello Bonomi ha raccontato Lucrezia Etichetta Nera 2004 attraverso una serata sospesa tra stelle, memoria e futuro.
Il Planetario di Roma ha fatto da cornice al lancio ufficiale di Franciacorta Riserva Lucrezia Etichetta Nera 2004, in una serata costruita intorno a un concetto che accompagna da sempre questa Riserva: “Una Stella che attraversa il Tempo”.
Una location d’eccezione e assolutamente inedita per il settore: uno spazio normalmente dedicato all’osservazione e al racconto dell’universo si è trasformato, per una sera, nel luogo in cui raccontare il tempo, l’attesa e la capacità di riconoscere quelle annate destinate a diventare punti di riferimento.
È proprio questo il principio da cui nascono le Riserve Lucrezia: solo quando un’annata dimostra caratteristiche eccezionali e il tempo conferma ciò che la natura aveva promesso prende forma Franciacorta Riserva Lucrezia DOCG.
Protagonista assoluta della serata è stata Lucrezia Etichetta Nera 2004, Pinot Nero in purezza proveniente dai vigneti più longevi di Castello Bonomi, sulle terrazze del Monte Orfano, e affinata sui lieviti per oltre 240 mesi. Un progetto nato dalla volontà della famiglia Paladin e del team tecnico di non imporre al Franciacorta una scadenza, ma di affidarsi all’annata e alla sua capacità di evolvere nel tempo.
A rendere il racconto ancora più coinvolgente è stato Gianluca Masi, astrofisico e divulgatore scientifico, curatore scientifico del Planetario di Roma e fondatore del Virtual Telescope Project. Sotto la grande cupola del Planetario, Masi ha accompagnato gli ospiti in un viaggio a ritroso fino al 21 agosto 2004, giorno in cui a Castello Bonomi prendeva avvio la vendemmia destinata a dare origine a Lucrezia Etichetta Nera 2004.
Sulla cupola è stato riprodotto il cielo reale di quella notte, restituendo agli ospiti la possibilità di osservare ciò che sovrastava il Monte Orfano proprio il 21 agosto 2004. Per alcuni minuti, il tempo si è come riaperto: costellazioni, stelle e riferimenti astronomici realmente presenti quella sera hanno guidato il pubblico in un suggestivo esercizio di orientamento nel tempo.
Tra questi, Vindemiatrix, la “stella della vendemmia”, tradizionalmente legata al momento della raccolta, e Arturo, associata nel mito al dono della vite da parte di Dioniso. Il nome Lucrezia ha trovato inoltre un ulteriore legame con il cielo attraverso la figura di Caroline Lucretia Herschel, pioniera dell’astronomia e oggi ricordata anche attraverso l’asteroide Lucretia.
Le stelle sono state così molto più di una scenografia. Sono diventate il filo conduttore dell’intera serata: da sempre strumenti di guida, orientamento e riferimento, capaci di attraversare il tempo rimanendo riconoscibili. La stessa idea che Castello Bonomi associa alle sue Riserve più importanti.
Dopo il viaggio sotto la cupola, il racconto è proseguito attraverso la degustazione di Lucrezia Etichetta Nera 2004, affiancata dalle Riserve Lucrezia Etichetta Bianca 2011 e Lucrezia Etichetta Nera 2011, fino a Cuvée 1564, Franciacorta che include Erbamat e che racconta anche il percorso intrapreso da Castello Bonomi verso una sempre maggiore capacità di adattamento alle evoluzioni climatiche.
Ad accompagnare questa parte della serata è stata la cucina stellata di Gianfranco Pascucci, una delle voci più autorevoli della cucina di mare contemporanea italiana. Una presenza particolarmente significativa: lo chef, primo ambassador di Castello Bonomi, ha scelto di essere personalmente presente e di costruire per l’occasione un’esperienza gastronomica pensata espressamente per dialogare con il carattere delle Riserve Lucrezia.
Tra i momenti più apprezzati, l’abbinamento tra Lucrezia Etichetta Bianca 2011 e “L’Occhio del Mare”, presentato dallo stesso Pascucci agli ospiti, ha creato uno dei passaggi più emozionanti della serata.
Giornalisti delle principali testate nazionali, professionisti del settore e rappresentanti del mondo lifestyle hanno condiviso un’esperienza capace di suscitare grande curiosità proprio per la sua natura trasversale: non una semplice presentazione, ma una narrazione costruita attraverso astronomia, territorio, alta gastronomia e Franciacorta.
Per Castello Bonomi, Lucrezia Etichetta Nera 2004 rappresenta una delle espressioni più alte del Monte Orfano e una delle sfide più ambiziose affrontate dalla cantina. Una Riserva prodotta esclusivamente nelle annate eccezionali, quando le uve raggiungono quell’equilibrio capace di sostenere una straordinaria longevità.
E forse non esisteva luogo più adatto del Planetario di Roma per raccontarla.
Perché orientarsi significa riconoscere un punto fermo tra milioni di possibilità. Nel cielo sono le stelle a indicare la direzione.
Per Castello Bonomi, alcune annate possono fare lo stesso: attraversare il tempo e diventare un punto di riferimento.
Lucrezia Etichetta Nera 2004 è una di queste.